Disegno dal vero.
Compito per casa svolto all’età di 14 anni e mai terminato..
Disegno dal vero.
Compito per casa svolto all’età di 14 anni e mai terminato..
Ciao,
ti scrivo per chiederti scusa.
Scusa per non essere perfetta.
Scusa per non sorridere sempre.
Scusa per non essere in grado di socializzare sempre con le persona.
Scusa per non essere magra.
Scusa per non essere bella.
Scusa per non essere intelligente.
Scusa per essermi tagliata più volte.
Scusa per aver tentato il suicidio.
Scusa per aver pianto, per piangere spesso, per non ridere abbastanza.
Scusa per le mie scenate isterica ed i miei urli.
Scusa per non essere riuscita ad evitare il mio stupro.
Scusa per aver perso la verginità con una persona che non mi meritava.
Scusa per averla persa per paura di restare sola, scusa per la mia mancanza di amici.
Scusa per aver permesso alle persone di insultarmi.
Scusa se permetto alle persone di insultarmi.Scusa se non torno a casa presto, scusa se torno spesso la mattina dopo.
Scusa se bevo, scusa se bevo troppo e spendo tutti i miei soldi per l’alcol.
Scusa per essermi incasinata con gli studi.
Scusa se ho permesso che mi violentassero anche l’anima.
Scusa se poi mi sono chiusa.
Scusa per la mia mancanza di femminilità e scusa se non ho mai messo quel bel vestito rosa a fiori.
Scusa per non essere venuta a trovarti spesso.
Scusa per essermi fatta picchiare.
Scusa se mi sono tinta i capelli e ho lasciato che sparissero i miei capelli dorati.
Scusa per non aver letto abbastanza libri, per non saper cucinare bene quanto te.
Scusa per aver lasciato la danza, scusa se non ho ancora accettato il mio corpo.
Scusa se non ti parlo più così spesso.
Questa lista potrebbe andare avanti ancora per molto e tu lo sai, vero?
Però in fondo sto bene così, immersa nel dolore e nel male. Ho anche io i miei piccoli momenti di felicità.
Se tu ci fossi saresti fiera di me.
Se tu ci fossi sarebbe andato tutto diversamente…
(Fonte: lexieblubird, via silvia-wishing-well)
(Fonte: disagreed, via silvia-wishing-well)
(Fonte: Flickr / yoletsee, via silvia-wishing-well)
(Fonte: akcioma, via silvia-wishing-well)
Le Luci Della Centrale Elettrica - “La Tempesta Al Rivolta”
C.S.O. Rivolta, Marghera (ve)
3 • 12 • 2011
© Sebastiano Orgnacco
L’anno scorso.
Ciao
Entro nel bar avvolta nel mio giubbotto in pelle e nella mia sciarpa nera, resto ferma sulla porta per qualche istante e poi comincio a cercare con lo sguardo gli amici.Il bar era affollato, come ogni sabato sera, mi giro a sinistra ed eccoli li, seduti a bere risate al solito tavolo.Vado da loro e mi siedo facendo con la mano un saluto generale, tolgo la sciarpa, apro il giubbotto e appoggio la borsa per terra in mezzo ai miei piedi, Marco mi guarda e sorridere ed io ricambio con uno sguardo poi mi sporgo e chiamo con una mano il cameriere.Eccolo arrivare col suo grembiule nero ed il suo solito sorrisetto, gli sorrido, ridiamo e poi « due melette ed un bicchiere di cabernet» dice, il mio sorriso basta per dirgli ok.Rimango in silenzio e mi appoggi dolcemente sullo schienale della panca ad osservarli, eravamo in undici ed io ero la sola persona che non parlava, mi limitavo a sorridere, senza mostrare i denti.Torna il cameriere e dopo avermi poggiato sul tavolo vino e melette mi guarda e mi chiede se c’era qualcosa che non andava ed anche questa volta il mio sguardo bastò.Bevo, ancora in silenzio, d’altronde io preferisco ascoltare, osservare, preferisco tacere piuttosto che parlare inutilmente, preferisco le parole degli altri.
Dopo qualche minuto iniziano le domande, allora io continuo a sorridere, guardare e rispondere a monosillabi. Marco mi guarda preoccupato e mi prende la mano sotto il tavolo, io lo guardo e lascio la sua mano, mi rivesto ed esco dal bar sola in cerca di un po’ di stelle.
Sibilla Aleramo
Se vuoi ti sposo, oppure no, tanto poi ti lascio o ti mangio.
Marmellata, croste di pizza avanzata e bottiglie di acqua finite, distrutte, sciolte.
vuoi una sprangata sul muso ? non sono violenta.
Prova a fare sesso con me che tanto poi ti scuso dicendo che sono gli ormoni, adolescenza, anche se poi piango e ti urlo contro di non toccarmi, adolescenza.
Potresti non farmi mangiare.